PSICOTERAPIA

Quando il controllo diventa la trappola

Nel rapporto problematico con il cibo non esiste un unico meccanismo.

Per qualcuno domina la restrizione e il controllo sempre più rigido. Per altri si alternano controllo e perdita di controllo. In altri casi abbuffata e vomito possono strutturarsi in una sequenza ripetitiva che acquisisce progressivamente una propria funzione.

Cambiano le forme, le sensazioni e i significati.

Ciò che il lavoro strategico cerca di comprendere è come quella particolare sequenza si mantiene nel presente e quali tentativi messi in atto per gestirla finiscono, paradossalmente, per renderla ancora più rigida.

Perché una regola può generarne un'altra.
Una rinuncia può trasformarsi in necessità.
E ciò che inizialmente sembrava sotto controllo può finire per prendere il controllo.

Disturbi alimentari:

quando il cibo smette di essere solo cibo

A volte tutto comincia quasi in silenzio.

Una maggiore attenzione al peso. Una regola in più. Un alimento eliminato. Il bisogno di controllarsi.
Un episodio di perdita di controllo seguito dalla promessa: “Da domani non succederà più.”

Progressivamente, cibo, peso e corpo possono iniziare a occupare uno spazio sempre maggiore nella giornata, fino a condizionare pensieri, emozioni, relazioni e libertà personale.

Anoressia, bulimia, binge eating e sindrome da vomiting possono assumere forme molto diverse. Per questo, nell'approccio strategico, è fondamentale comprendere come funziona quello specifico problema per quella specifica persona.

Quando il cibo occupa sempre più spazio nella mente, ne rimane sempre meno per la vita.

Anthea Mirra

PSICOLOGA | PSICOTERAPEUTA | PERFORMANCE COACH

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