PSICOTERAPIA
Ogni volta che eviti
per sentirti
al sicuro,
la paura impara
un posto nuovo in cui trovarti.
L’attacco di panico può arrivare come un’onda improvvisa:
il cuore accelera,
il respiro cambia,
il corpo sembra non rispondere più come prima.
In pochi istanti può comparire la sensazione più tragica di tutte:
La paura di morire.
La paura di impazzire.
Dopo un attacco di panico può iniziare un controllo silenzioso.
Come batte il cuore? Sto respirando bene? E se succedesse mentre guido? E se fossi solo?
Si comincia ad ascoltare il corpo, anticipare il pericolo, evitare alcune situazioni o cercare qualcuno che possa intervenire in caso di bisogno.
Tutto con un unico obiettivo: sentirsi più al sicuro.
Eppure, nella prospettiva strategica, proprio alcune di queste tentate soluzioni possono contribuire a mantenere il problema.
Controllare → aumenta l’ascolto delle sensazioni.
Evitare → conferma che quella situazione era pericolosa.
Chiedere continuamente aiuto → può confermare l’idea di non potercela fare da soli.
La protezione costruita per difendersi dalla paura rischia così, poco alla volta, di diventare la misura della propria fragilità.


Attacchi di panico:
quando la paura diventa paura della paura
Anthea Mirra
PSICOLOGA | PSICOTERAPEUTA | PERFORMANCE COACH
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